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Windows Live Spaces di carmenIntrecci, nodi, reti...insomma percorsi, voli e cadute |
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i libri d'anima..
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April 07 la gratitudine....Quando ero piccola mia madre mi diceva sempre "chi bacia la bocca dei figli sana il cuore della mad,re", per provare a spiegarmi la sua antipatia per chi mi faceva un torto, ed il profondo affetto, invece, per chi mi donava un sorriso. Spesso, specialmente la antipatie proprio non le capivo, le consideravo eccessive ed irrazionali. Da quando c'è Lilla "dentro di me" comprendo a fondo...e vivo la stessa cosa, ugualmente irrazionale, ma ugualmente profonda...e quindi oggi vorrei urlare un GRAZIE a chi con una semplicità spiazzante ci ha invasi d'amore, restituendo a Lilla un diritto che avevamo dimenticato che avesse, quello di avere una persona che si (pre)occupa della sua salute. In questo caso di una persona che se ne è fregata del fatto che Lilla non fosse una sua paziente, non fosse in regola, che neanche la conoscesse...ma con una voglia immensa di incontrare l'altro e donarsi.
GRAZIE, immagino che Lilla stesse bene e in realtà non ero in pensiero per il suo stato di salute, ma profondamente addolorata perchè una legge come la Bossi-Fini nega il diritto umano di una presa in carico, nega che una bimba possa essere accarezzata, toccata, coccolata dal suo medico...oggi nonostante ogni legge la mia "Sofia dei presagi" ha vissuto tutto questo...in modo meraviglioso.
Mi stupiva come due bimbi ribelli e controllati facessero tutto quello che diceva "il dottore", quasi ipnotizzati...mi stupiva sentire Giovanni al ritorno in macchina dire "ciao, dottore"...se lo era portato con sè.
Egoisticamente GRAZIE perchè questo sana tante mie ferite di una realtà difficile, che spesso abbraccio in maniera faticosa, per non farla arrivare a Lilla.
GRAZIE perchè è stato un esempio di professionalità, un non avere premura pur avendo poco tempo, un toccare una parte del corpo sfiorando l'anima, un rendere tangibile cose invisibili che nella mia poca fiducia in tutto spesso metto in dubbio, mentre lì c'era spazio solo per la relazione...non per i dubbi.
March 04 L'essenziale è invisibile agli occhi....Un bicchiere di vino rosso...no, non tanto basta un bicchiere o due.
COn amici, buoni amici, quelli che ti aspettano il lunedì, non solo il sabato, per condividere tutta la normalità di un lunedì...non sa sola...no no!
e tutto cambia...i sensi si assopiscono e si risvegliano, la mente pensa mille cose contemporaneamente e l'umore è strano....riesce a provare allo stesso tempo una commovente e profonda contentezza e una malinconia che non si ferma alla pelle ma arriva alle ossa. "é tardi, è tardi", le cadute sul ghiaccio, le risate di cuore, qualcuno che ti sveglia nel cuore della notte per dirti "ahhhhhhh...com'è la prima strofa della canzone di Gaber???" mi sembrano tesori che rendono sempreverde un giardino che io da sola lascerei incolto...e quanto mi piace guardarlo...Mi dà senso. E allora "l'essenziale invisibile agli occhi" ed "è il tempo che dedichi alla tua rosa, che fa la tua rosa così importante" non sono solo parole di un principino pazzerello, ma quotidianeità di un pensiero puro che mi accompagna con un sorriso, e che forse, specchiandolo, riesco anche a ricambiare. I rapporti sono alchimie...e il culo di avere trovato tante pietre filosofali nei miei deserti...però forse i deserti la sete la lasciano, e le pietre filosofali riescono a dare l'oro ma non l'acqua...forse però, questo ancora è un dubbio. La mia sete sono quelle parti che hanno avuto appena il tempo di svegliarsi per poi essere relegate di nuovo al buio, stavolta non dormienti, ma urlanti, la rabbia di chi godeva di tutto questo e se ne è andato, senza riguardo per niente...la consapevolezza che non tutto ha un finale lieto e che proprio su quello che non vogliamo andiamo a schiantarci. La nostalgia di una guancia poggiata su una gamba, la paura è che se ne vada la leggerezza, la fiducia che quel giardino sia incontaminabile, che "tutto vada come deve andare", che prima o poi si arriva nel posto delle fragole e che resti la pesantezza di ricordi che non riescono a sfumare e di rumori dei bambini mai nati che nel limbo non ci vogliono stare più.
La pensosa leggerezza, forse lì la grazia riesce a farsi spazio tra il mistero che la avvolge....
Ma il giardino è ancora verde....e ha voglia di guardare, sempre tutto, soprattutto il mare, attribuendo sensi e colori, anche a ciò che non ce l'ha
January 29 Ri-soluzioniDa un incubo si esce quando si decide di mettere fine all'ambivalenza di un'azione January 07 Quando sarò capace d'amareQuando sarò capace d'amare probabilmente non avrò bisogno di assassinare in segreto mio padre né di far l'amore con mia madre in sogno. Quando sarò capace d'amare con la mia donna non avrò nemmeno la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino. Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che ci sia davvero che non affolli la mia esistenza ma non mi stia lontana neanche col pensiero. Vorrò una donna che se io accarezzo una poltrona, un libro o una rosa lei avrebbe voglia di essere solo quella cosa. Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che non cambi mai ma dalle grandi alle piccole cose tutto avrà un senso perché esiste lei. Potrò guardare dentro al suo cuore e avvicinarmi al suo mistero non come quando io ragiono ma come quando respiro. Quando sarò capace d'amare farò l'amore come mi viene senza la smania di dimostrare senza chiedere mai se siamo stati bene. E nel silenzio delle notti con gli occhi stanchi e l'animo gioioso percepire che anche il sonno è vita e non riposo. Quando sarò capace d'amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere un amore senza sensi di colpa senza alcun rimorso egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni senza altre strane deviazioni che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare. March 06 DON FERNANDO, INFANTE DI PORTOGALLODio mi ha dato la sua spada, perchè io faccia la sua santa guerra. Mi ha consacrato suo nella gloria e nella sventura, nelle ore in cui un freddo vento passa sopra la terra fredda. Mi ha posto le mani sulle spada e aureolato la fronte con lo sguardo; e questa febbre di aldilà, che mi consuma, e questo voler grandezza sono il suo nome dentro di me che vibra. Ed io avanzo, e la luce della spada alzata dà sul mio volto calmo. Pieno di Dio, non temo quel che verrà: accada quel che accada, mai sarà più grande della mia anima. Pessoa |
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